Attraverso le Foreste Casentinesi!!
Itinerario: solo per mountain-bike, misto asfalto e sterrato
durata: almeno 4-5 ore per godersi la gita
Percorso:
partenza: pratovecchio-stia (440mslm)
direzione Forlì: salire verso il Passo della Calla
(13xx mslm)
arrivati al passo: sulla destra il sentiero per l'eremo di camaldoli
all'eremo: scendere verso pratovecchio secondo due possibili varianti.
descrizione:
Partendo da valle (Pratovecchio o Stia), la prima salita su asfalto verso il passo della calla risulta subito impegnativa come lunghezza (18 Km) e dislivello (almeno 900m).
Tuttavia la strada è molto bella, prevalentemente nella foresta, e quindi all'ombra.
Ci sono almeno tre fonti: una verso metà salita e altre due verso la vetta.
Anche la pendenza è molto omogenea e consente facilmente di trovare il proprio rapporto per salire costante.
Se affrontata con calma la salita, anche se FATICOSA, è senz'altro molto piacevole.
Se riuscite a farla in meno di un'ora e mezza siete ciclisti in gamba: altrimenti prendetevi qualche 5 minuti in più..
Arrivati al passo della Calla è finito l'asfalto, ma non la salita:
qui inizia il sentiero della giogana che vi porterà fino all'eremo di Camaldoli.
Il sentiero in mezzo alla foresta incontaminata comincia in salita.
La salita Non è pesante, ma nemmeno uniforme: per salire su certe rampe occorre il rapporto più agile, rimanere seduti per non far sgommare il posteriore, e ogni tanto occorre scendere se la bici si incaglia in salita.
Per affrontare questo pezzo, fino a Poggio Scali ci vuole meno di un'ora anche per i più rilassati.
A Poggio Scali fermatevi a godervi il miglior panorama del Casentino e della Romagna: avete finito la salita (siete a 1500 mslm). Si dice che se la giornata è particolarmente limpida da quassù si può vedere sia il Tirreno che l'Adriatico!!
Da qui comincia la discesa lungo la Giogana:
siete proprio sulla cuspide tra il Casentino e la Romagna.
Troverete due fonti: Una sulla sinistra (porcareccio) è spesso in secco in Agosto, L'altra (le tre fonti) più nascosta è sempre viva.
La discesa per un bel tratto è molto dolce, e la via è larga. Si può procedere spediti.
A un certo punto, dopo un bivio (seguire sempre per l'eremo) la discesa si fa più ripida: qui si divertono i veri bikers!!
(chi non è esperto non si scoraggi, basta scendere di sella nei tratti più impegnativi.)
Giù la sella, culo indietro e ammortizzare con le braccia.
Presto arriverete all'Eremo di Camaldoli: qui potrete trovare tutta l'acqua che volete: e anche cioccolata!
A questo punto si può:
1) scendere a Poppi (giù il capoccione e disegnare le curve!) (controllate sempre di avere i freni buoni)
il problema è che poi siete a Poppi e ci vogliono 9 km in valle e al caldo fino a Pratovecchio-stia.
2) Al primo bivio subito 200 m dopo l'eremo girare a destra: e qui vi tocca un'altra salita di mezzoretta per arrivare al passo Battilocchio.
La salita è bellina anche se duretta: tutta all'ombra della foresta: questa volta foresta di conifere, a differenza di quella precedente di latifogli.
E poi giù il capoccione fino a Lonnano e quindi Pratovecchio.
3) Al primo bivio subito 200 m dopo l'eremo girare a sinistra, continuare per sei km in discesa fino a un nuovo bivio.
Prendere per Pratovecchio- Asqua una strada sterrata (ma carrozzabile) tutta in discesa.
Questa strada, oltre a risparmiarvi la salita.. merita!
Alla fine vi faranno un po' male le mani per gli scossoni, ma sarete soddisfatti.